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	<title>Vita Dolce &#187; movida</title>
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	<description>gossip e spettacoli a Roma</description>
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		<title>CITTA&#8217; ETERNA &#8220;Elisabeta&#8221;, romena de Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 10:33:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PAOLO MARCACCI</strong><br />
“Elisabeta&#8230;” e ogni volta giù una risatina di scherno, ma rispettosa al tempo stesso, fin da quella volta che si presentarono, in classe, primo superiore, lì allo psicopedagogico di Via  Pietro Maffi, a Primavalle. Forse lei l&#8217;aveva notato il primo giorno, in mezzo alla calca, quando ancora il  preside doveva chiamare le classi col megafono. Elisabeta con una t, che non avrebbe mai raddoppiato, neppure dopo aver imparato a parlare in romanesco, a intercalare con “Mortacci tua!” per deridere le amiche o aver fatto sparire  tutte le doppie che avrebbero dovuto restare lì al loro posto. Fabio sembrava un po&#8217; più piccolo  della sua età, forse per questo a volte assumeva, magari suo  malgrado, quell&#8217;aria così seria ed assorta, da uomo  in miniatura, da piccolo duro che non ha bisogno di ostentare i suoi modi. Elisabeta dieci anni in Romania e cinque in Italia, ancora rumena quando chattava con le amiche che erano  rimaste a Petra Neamt e che rivedeva ogni estate, più che romana quando se  ne andava in giro per Torrevecchia, o  fra le vetrine di Via Boccea, al Mc Donald&#8217;s di Piazza Pio XI e in ogni sabato pomeriggio alle feste dove Fabio iniziò a scortarla subito dopo essersi messo con lei, ben consapevole del fatto che occhi celeste chiaro e capelli scuri potessero fare più effetto tra i pischelli di Roma Nord che  in Transilvania, dove persino Dracula era indifferente a quel tipo di bellezza. E un anno se ne ando&#8217; così, tra baci sempre più collaudati, cd copiati a raffica, interrogazioni preparate assieme ed assieme schivate facendo sega a Pineta Sacchetti, a meno che non piovesse, s&#8217;intende. Un anno che nessuno  che non abbia più quindici anni può capire quanto possa essere eterno, nel  cuore e nella pelle di ogni prima volta; soprattutto quando è così eterno da volare. Quella mattina di  luglio, dove Via Pietro Maffi fa angolo con Via Pietro Adami, persino i motociclisti che schizzavano tra due file di macchine paralizzate devono aver capito che il modo di stare l&#8217;una nelle braccia dell&#8217;altro e ciò che c&#8217;era nelle loro pupille non faceva parte del campionario usuale di innamorati in miniatura. Elisabeta, mai quell&#8217;unica t era sembrata più dolce a Fabio, aveva gli occhi quasi trasparenti, tra le prime rughe di un&#8217;espressione di dolore e il piercing tormentato dall&#8217;emozione, quasi la pallina fosse l&#8217;unica  colpevole di quello che doveva succedere. Fabio, che cercò di crescere in un giorno solo in una maniera così maldestra da ricordarsene per tutta  la vita, cercava addirittura di rassicurarla, di spiegarle che era per il suo bene se il papà aveva accettato di portare la famiglia a Milano: tempo indeterminato, contributi, tredicesima, assicurazione contro gli infortuni&#8230;Soprattutto, Fabio sapeva che in nessun modo Eli doveva piangere, perché allora lui  sarebbe tornato ragazzino in un istante, forse più breve di quello che gli occorse per prendersi la cotta dell&#8217;anno prima. Una volta la professoressa aveva citato un grande poeta che  definiva aprile il più crudele dei mesi; sarà, ma pure luglio mica scherzava. E poi la chat, gli sms, il treno appena avrebbe potuto&#8230;Mentre lo diceva, ebbe la premonizione  che quelle cose non fanno altro che allungare l&#8217;agonia e che, soprattutto, l&#8217;amaro in bocca di quella constatazione lo  avrebbe risentito, di quando in quando, per tutta la vita. Li mortacci sua, come diceva Eli, anche  senza avercela con nessuno. Elisabeta forse era ancora più impacciata perché ogni tanto non poteva fare a meno di tormentare quelle due bolle di zanzara sul braccio destro.<br />
“Pensa che dove vai a abbita&#8217; magari nun ce stanno tutte &#8217;ste zanzare&#8230;” le disse Fabio  ad un certo punto, per scrollare, prima di lei, se stesso e solo gli anni, che forse avrebbero fatto sbiadire il sapore dello zucchero filato a Piazza Navona e il freddo dello scooter a gennaio, gli avrebbero fatto capire che in nessun&#8217;altra frase avrebbe più messo altrettanto amore che  in quella stupidaggine detta per deglutire il dolore. Porta ancora un ciondolo con una T al collo, Fabio; a nessuna delle sue ragazze ha mai spiegato perché.</p>
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		<title>CITTA&#8217; ETERNA Nadia, la giovinezza fugge tutta via</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 15:36:46 +0000</pubDate>
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Il tacco alto e sottile quasi affonda nel catrame reso morbido dal sole a picco; Nadia aspetta fuori dall&#8217;ennesimo negozio di Via Cola di Rienzo, forse un&#8217;amica. Tra gli spigoli delle buste voluminose le si indovina la silhouette prigioniera dei jeans elasticizzati, la cui vita bassa si arrende al pancino abbronzato; vengono subito in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PAOLO MARCACCI</strong><br />
Il tacco alto e sottile quasi affonda nel catrame reso morbido dal sole a picco; Nadia aspetta fuori dall&#8217;ennesimo negozio di Via Cola di Rienzo, forse un&#8217;amica. Tra gli spigoli delle buste voluminose le si indovina la silhouette prigioniera dei jeans elasticizzati, la cui vita bassa si arrende al pancino abbronzato; vengono subito in mente caffè e sigarette per sostituire calorie o pasti interi visto che non si intravede un filo di grasso, al massimo qualche grinza per il sole eccessivo, coi riflessi per il sole eccessivo, soprattutto quello artificiale che Nadia compra d&#8217;inverno in dosi incapsulate da quindici minuti a turno, al massimo della potenza. Fuma, mentre tormenta i tasti del cellulare, tra messaggini inviati a raffica e un paio di telefonate in cui, a leggerle le labbra, si lamenta dell&#8217;attesa e del fatto che si sia proprio scocciata, ormai. Sotto il caschetto di capelli nerissimi, quasi scintillanti, il broncio è quello tipico delle adolescenti a cui manca sempre la terra sotto i piedi, non solo per il calore che scioglie l&#8217;asfalto. Sembra guardare il mondo con atto di sfida, come se il corpetto strettissimo fosse in realtà un&#8217;armatura e le braccia scolpite, forse troppo, nella palestra sotto casa reggessero spada e scudo, al posto delle buste enormi dello shopping griffato. Come punteggiatura alla sua noia imbronciata tira ogni tanto fuori lo specchietto, per controllare la frangia incrociando gli occhi o per verificare l&#8217;integrità del rossetto, sempre tra nuvolette di fumo. Finalmente, l&#8217;altra persona esce dal negozio: quasi una copia conforme, ma che restituisce Nadia alla realtà: stesso caschetto corvino, stessi tacchi alti che soffrono il catrame liquefatto; ma il pancino scoperto, un po&#8217; meno abbronzato, è liscio e senza segni e la figura non ha bisogno di alcuna compressione elasticizzata per risultare longilinea. Solo il broncio è veramente lo stesso, magari un po&#8217; più isterico nel modo di contrapporsi a quello di Nadia: occhi sgranati  e bocca spalancate, le rimostranze dell&#8217;una sono improvvisamente distanti dalle ragioni dell&#8217;altra. Il fatto è che a Nadia, in forma perfetta per la sua età, ora si contano le rughette d&#8217;espressione, i tessuti rilassati a dispetto delle sedute col personal trainer, gli anni che comunque sfuggono da qualche spiraglio dell&#8217;armadio riempito di indumenti che fermano il tempo. E che l&#8217;altra sia sua figlia non lo capisci tanto dalla somiglianza, quanto da  quell&#8217;aria di rivalità frustrata che Nadia ha acquisito all&#8217;istante suo malgrado: contro la sua stessa immagine più fresca, più energica, dal sedere più sodo e dalla voce più squillante. Alla fine se ne vanno incazzate, una contro l&#8217;altra e tutte contro il mondo, tra le buste spigolose dello shopping e gli sguardi che scivolano addosso ad entrambe. Apparentemente uguali, solo che Nadia sembra improvvisamente arrancare, tra l&#8217;equilibrio da mantenere sui tacchi alti e l&#8217;immagine di quell&#8217;altra se stessa tanto più giovane, così dura da affrontare ad ogni litigio.</p>
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		<title>CITTA&#8217; ETERNA Se a Tallin trovi&#8230; Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 11:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città Eterna, nuova rubrica di vitadolce.it, a firma Paolo Marcacci: racconti particolari su Roma, la città che tutto il mondo ama.
PAOLO MARCACCI
Tallin, capitale dell&#8217;Estonia, è quella che noi italiani definiamo “una bomboniera”, che tra l&#8217;altro non ho mai capito cosa voglia dire, visto che in vita mia ad ogni cerimonia ho ricevuto in ricordo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Città Eterna, nuova rubrica di vitadolce.it, a firma Paolo Marcacci: racconti particolari su Roma, la città che tutto il mondo ama.</p>
<p><strong>PAOLO MARCACCI</strong><br />
Tallin, capitale dell&#8217;Estonia, è quella che noi italiani definiamo “una bomboniera”, che tra l&#8217;altro non ho mai capito cosa voglia dire, visto che in vita mia ad ogni cerimonia ho ricevuto in ricordo solo bomboniere orribili, inguardabili, qualcuna anche vagamente iettatoria, addirittura a forma di piccola bara.<br />
Tallin invece è una bomboniera in senso buono, un borgo da fiaba, meno di trecentomila abitanti, almeno mi sembra che così abbia detto la guida turistica. Avevamo la mezza giornata libera, saremmo tornati in nave soltanto nel pomeriggio. Uno sciame di Tod&#8217;s e marchi similari, cioè il nostro gruppo di italiani, iniziò a ronzare per le viuzze del borgo vecchio, dove si incontravano biondissime venditrici di bibite in bottiglia, tutte belle come aspiranti veline e ragazzi abbigliati con costumi storici, che praticavano strane incisioni sulle monete dei turisti. Altre bellezze locali si aggiravano vendendo mandorle zuccherate, che offrivano per l&#8217;assaggio in strani contenitori di legno. I locali più suggestivi erano i birrifici, simili a pub ma con la fabbrica di birra direttamente all&#8217;interno del locale, dove camerieri in stile simil-cosacco facevano visitare ai turisti l&#8217;armamentario della distilleria e poi servivano una birra aromatica, leggera, non pastorizzata e per questo da consumare al massimo entro un mese dalla produzione. Non devono aver problemi di scadenza, da quelle parti; forse a volte bevono anche acqua però.<br />
Il cielo sui paesi baltici non è grigio e non è plumbeo, non è nemmeno brutto se è per questo, neppure quando si chiude come una tenda scura, con una rapidità per noi inconcepibile, facendo comprendere che la seconda metà di agosto da quelle parti è un autunno inoltrato e che per i primi di settembre si inaugurano i paesaggi innevati. Come uscimmo dalla chiesa ortodossa, i riflessi rossastri che continuavano a stregarci svanirono di colpo e in una sinestesia repentina lo scuro era già gocce, pesanti come biglie, scroscio rombante di lì a qualche secondo. I residenti continuavano a camminare senza neppure accelerare il passo, i turisti scandinavi marciavano solo un po&#8217; più spediti, per vedere un ombrello bisognava aspettare di imbattersi in qualche tedesco, ovviamente del sud. Noi italiani eravamo tutti stipati sotto il portico, k-way, piumini, qualche cappello di lana. Sguardi smarriti da passeggeri del Titanic subito dopo l&#8217;impatto o ancora più angosciati, da orfani ormai da giorni di una tazzina di espresso decente.<br />
Eppure, lì a Tallin lo trovammo, un espresso decente. Non che ci fidassimo all&#8217;inizio, questo no, però&#8230;Insomma la pioggia s&#8217;era attenuata per un momento, riuscimmo a svoltare un angolo e ad infilarci in una via che doveva essere quella dello shopping per i turisti. “Roma” era il nome della caffetteria; vabbè sai quante ce ne stanno, in tutto il mondo. Però entriamo dai, non potrà essere peggio del caffè che beviamo sulla nave, che per inciso paghiamo circa due Euro a tazzina. Le tovaglie che coprivano i tavolini erano giallorosse, ma non i colori del Lecce: giallorosse come le i immaginiamo noi, ocra e pompeiano, per intenderci. Dietro il bancone, una che da noi potrebbe sfilare per Prada, una valchiria ma simpatica, con una parlantina fluente e un italiano che magari certi giornalisti ne conoscessero la metà. Gatta ci cova&#8230;Da dietro lo sgabuzzino esce un ragazzone che ci rintrona con le o del suo buongiorno, tonde e chiuse come certi tratti del raccordo: Giuseppe sta a Tallin dal 2003, quella caffetteria è il suo orgoglio e la svolta della sua vita, ci dice poggiando il tagliere di salumi appena affettati per i sandwich che Natalia si appresta a preparare.<br />
A Roma si arrabattava, i lavoretti che riusciva a trovare duravano il giusto, cioè poco e poi stava sempre da capo a dodici. Ci fa un espresso che almeno è un espresso, che anche se in Italia chiameremmo “ciofeca”, nel centro di Tallin ci sembra la crema d&#8217;Arabia di Don Raffae&#8217;, se non altro per la misura della tazzina. E&#8217; un po&#8217; arrabbiato per via dell&#8217;Euro, che gli estoni non volevano, però partire è stata la decisione più giusta della sua vita, ci parla di come funzionano i servizi sociali, di quanto a vista d&#8217;occhio progredisca quel paese, di tutto ciò che tasse e burocrazia da noi non gli avrebbero permesso neppure di sognare. Tra salumi affumicati e il tintinnio del cucchiaino, restiamo più di mezzora, con Natalia e Giuseppe, orgoglioso di tutto ciò che lo circonda.<br />
Al momento di salutarci, la stretta è calorosa, trattenuta per un secondo in più, quello che gli cambia lo sguardo, per un attimo: “Salutatemi tanto Roma&#8230;” e per un attimo la voce ha un timbro diverso e lo sguardo sembra smentire tutto ciò di cui ci ha appena parlato.<br />
Fuori piove senza sosta: normale, a Tallin, in agosto.</p>
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		<title>&#8220;Saturday Swing Fever&#8221;, il festival Anni 50</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 11:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena De Iaco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Saturday Swing Fevere&#8221;, la prima edizione a suon di swing e rock&#8217;n'roll dell&#8217;Estate Romana con le orchestre dal vivo a cui seguono dj-selezionatori di balli degli Anni 30, 40, 50. Il festival/raduno (tutti i sabati dal 4 giugno al 23 luglio), con la direzione artistica di Boogie Allen e lo zampino di Peggy Gloves, è un evento di balli e musica dal vivo che percorre la strada dello swing dagli Anni 30 agli Anni 50. L&#8217;era dello swing e tutti gli stili che include è caratterizzata da balli di coppia, predecessori del rock&#8217;n'roll che finalmente ritornano prepotentemente alla ribalta anche a Roma con un pubblico che spazia dai 20 ai 70 anni. Nelle serate i ballerini, sia bravi che occasionali, arrivano in pista rigorosamente vestiti in stile.<br />
<strong>PARCO EGERIA (VIA DELL&#8217;ALMONE, 105), OGNI SABATO DAL 4 GIUGNO AL 23 LUGLIO, ORE 20, INGRESSO: 10 EURO</strong></p>
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		<title>Al Circolo degli artisti la sagra delle t-shirts</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 15:01:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La celebrazione della magliette in tutte le sue forme e colori al Circolo degli Artisti. The Hysterics, network di sperimentazione che da quattro anni crea eventi nel mondo della moda e nel vintage, in collaborazione con lo studio grafico Elvis Lives di San Lorenzo, propone una serata dedicata interamente alla T-shirt, capo d’abbigliamento che sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La celebrazione della magliette in tutte le sue forme e colori al Circolo degli Artisti. The Hysterics, network di sperimentazione che da quattro anni crea eventi nel mondo della moda e nel vintage, in collaborazione con lo studio grafico Elvis Lives di San Lorenzo, propone una serata dedicata interamente alla T-shirt, capo d’abbigliamento che sempre di più prende piede negli armadi dei giovani, diventato spesso veicolo di messaggi, appartenenza e preferenza verso qualche gruppo musicale, verso una tendenza politico – sociale, ma anche semplicemente e sopratutto negli ultimi due decenni, un significato ironico e puramente modaiolo. Il progetto del T-shirt party nasce dall’idea di far scoprire e sopratutto “giocare” il pubblico con la T-shirt ed i suoi vari usi, facendo uscire la creatività di ognuno di noi per ricreare un capo unico e personalizzato che grazie a illustratori e stilisti durante l’evento aiuteranno il pubblico a destrutturare e reinventare la T-shirt con pochi semplici passaggi.<br />
<strong>CIRCOLO DEGLI ARTISTI (VIA CASILINA VECCHIA, 42), 22/5, ORE 17, INGRESSO LIBERO</strong></p>
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		<title>Al Margherita, &#8220;A rotta di collo&#8221; col Bagaglino</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 12:17:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A rotta di collo&#8221;, per la regia di Pier Francesco Pingitore, si presenta sulla ribalta del Bagaglino al Salone Margherita, nel momento in cui una corsa sfrenata verso il Caos sembra prevalere su ben più importanti ribalte nazionali e internazionali. Il fatto non è certo inedito nella storia del nostro e di altri paesi. Ed in genere una tendenza autodistruttiva sembra scandire, ogni tanto, il percorso storico e mitologico dell’umanità. Da Caino e Abele, a Romolo e Remo, da Garibaldi e i Briganti, a Osama e Obama, per finire a Fini e Berlusconi, basta allineare alcuni personaggi-simbolo in un ideale museo delle cere, per constatare che certi rapporti sono sempre destinati prima o poi a esplodere. Come i meccanismi di un qualunque elettrodomestico, che la fabbrica stessa abbia costruito per durare un certo numero di mesi, o di anni, e non più. Ma se questa è la premessa, &#8220;A rotta di collo&#8221; è pur sempre uno spettacolo di satira e di divertimento, che si propone di esorcizzare il peggio con canti, balli, musiche e battute, e la speranza di fondo che il Caos non prevalga. E a proposito di Caino e Abele, e della persistenza del mito e del suo riproporsi nell’attualità, tra Fini e Berlusconi chi è Caino e chi Abele? E&#8217; quello che gli spettatori del Bagaglino ogni sera decideranno, in un ironico e semi-serio referendum…<br />
Alfiere del Bagaglino, anche quest’anno, è Pippo Franco, presenza ormai storica, affiancato dal quasi altrettanto storico Martufello, e dalla degna rappresentante di tante bellezze che l’hanno preceduta e che lei certo non fa rimpiangere: Monica Riva. Ai tre nomi in ditta,  danno poi un supporto validissimo Jean Michel Danquin e il giovane comico Francesco Arienzo, con il contributo fondamentale di un rinnovato e stuzzicante corpo di ballo composto da Federica Albasini, Eleonora Crippa, Giulia Fiume, Chiara Rosignoli, Ilenia Siciliano e Camilla Vitali. Le musiche sono di Piero e Francesco Pintucci, le scene e i costumi di Maurizio Tognalini, le coreografie di Evelyn Hanack, in una continuità di collaborazione con il Bagaglino, che è sempre garanzia di ispirazione e di professionalità. La produzione è di Rosa Pol e Roberto Foscarini, come sempre all’altezza di una messa in scena di grande livello.<br />
<strong>TEATRO SALONE MARGHERITA (VIA DUE MACELLI, 75), DAL 26/11 AL 27/2/2011, ORE 21</strong></p>
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		<title>Halloween in maschera, ingresso ridotto al Circolo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 11:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena De Iaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna la discoteca di Radio Rock al Circolo degli Artisti. Una serata Halloween imperdibile, con il meglio della musica rock, in due sale, e del divertimento, con la possibilità di vedere i più stravaganti personaggi, travestiti in tutti i modi. Chi va mascherato, inoltre, pagherà l&#8217;ingresso ridotto. Invece che 10 euro, 8. Sala 1: discoteca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna la discoteca di Radio Rock al Circolo degli Artisti. Una serata Halloween imperdibile, con il meglio della musica rock, in due sale, e del divertimento, con la possibilità di vedere i più stravaganti personaggi, travestiti in tutti i modi. Chi va mascherato, inoltre, pagherà l&#8217;ingresso ridotto. Invece che 10 euro, 8. Sala 1: discoteca con Armandino e dj Oreste &#8211; il meglio della musica rock, indie, wave, elettropop. Sala 2: discoteca con dj Cristiano &#8211; musica italiana, happy, 70/80, cartoon.<br />
<strong>CIRCOLO DEGLI ARTISTI (VIA CASILINA VECCHIA, 42), 31/10, ORE 22, INGRESSO CON MASCHERA 8 EURO, INGRESSO SENZA MASCHERA 10 EURO</strong></p>
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		<title>New Egon, è la serata di Ranelli, er Modifica</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena De Iaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera, venerdì 15 ottobre, il New Egon presenta il cabaret con Roberto Ranelli, dai più conosciuto come Er Modifica. Celebre comico romano, da anni sulla scena a Roma e dintorni, reso famoso anche da alcune partecipazioni al Seven Show di qualche anno fa, programma tv di Europa 7 presentanto da Teo Mammucari. Segue, discoteca revival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, venerdì 15 ottobre, il New Egon presenta il cabaret con Roberto Ranelli, dai più conosciuto come Er Modifica. Celebre comico romano, da anni sulla scena a Roma e dintorni, reso famoso anche da alcune partecipazioni al Seven Show di qualche anno fa, programma tv di Europa 7 presentanto da Teo Mammucari. Segue, discoteca revival &#8216;70-&#8217;80.<br />
<strong>NEW EGON (VIA OSTIENSE, 131 H), 15/10, ORE 22.00, INFO: 0664420218</strong> </p>
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		<title>Il Goa spegne quindici candeline di&#8230; anzianità</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 12:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella che si apre giovedì 30 settembre con la festa d&#8217;inaugurazione che vedrà alla consolle Marco Carola, uno dei dj di punta della scena musicale internazionale, e il padrone di casa Giancarlino, sarà per il Goa una stagione che celebrerà i suoi quindici anni di attività. Il Goa Club è da 15 anni la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che si apre giovedì 30 settembre con la festa d&#8217;inaugurazione che vedrà alla consolle Marco Carola, uno dei dj di punta della scena musicale internazionale, e il padrone di casa Giancarlino, sarà per il Goa una stagione che celebrerà i suoi quindici anni di attività. Il Goa Club è da 15 anni la nostra casa ed uno dei club italiani più famosi nel mondo. Nel corso degli anni il club si è affacciato sulla scena internazionale grazie ad una programmazione attenta alle tendenze artistiche all’avanguardia e ad un atmosfera unica. Di volta in volta il Goa ha saputo trasformarsi in galleria d’arte, passerella di moda o inusuale palcoscenico teatrale, promuovendo iniziative ed eventi che sono rimasti nella memoria collettiva della città. Ogni anno abbiamo cambiato veste mantenendo sempre intatto lo spirito della ricerca e l&#8217;amore per il vecchio artigianato assecondando i mutamenti d&#8217;animo del locale. Dalla casa di un lord inglese in India del 1996, al minimal asiatico del 2002, dal viola acceso del 2005, fino a quest&#8217;anno durante il quale il Goa diventerà il tempio dei grandi della musica classica. Da Bach a Beethoven il locale diventerà un museo fatto di  cornici, quadri d&#8217;epoca, specchi e busti di grandi musicisti. Il Goa è da sempre attento ai materiali, resine, ferro battuto, grande scelta di sedute, tavoli fatti a mano, lampade, tutto comprato in giro per il mondo. Oltre a questo non mancherà l&#8217;ennesima rivisitazione di Ganesh, fin dal principio simbolo di questo club. Quindici anni non passano per caso. Mode, cambiamenti e generazioni si sono alternate in un flusso continuo di energia e musica. Il Goa ha ospitato l&#8217;arte nelle sue varie sfaccettature: fotografia, video, teatro, pittura, perfomance, allestimenti, travestimenti. Le serate di quest&#8217;anno daranno spazio ai classici giovedì targati Goa Ultrabeat, i venerdì di Anarchy in the Club, Nofuture, e il debutto della serata Dissonanze e Anarchy live. Il primo e terzo sabato del mese sarà Nozoo, serata curata da Claudio Coccoluto, a fare da padrone di casa,  mentre il secondo ed il quarto sabato saranno targati “Gorgeus” con i ragazzi del gay village. Due domeniche al mese continuerà la tradizione degli aftertea dalle 18 in poi e l&#8217;ultima domenica di ogni mese sarà Venus serata per sole donne. Le celebrazioni ufficiali dei 15 anni del Goa vedranno in rassegna one night dedicate a vecchie serate del passato che hanno contribuito a fare grande questo Club: House in motion, From classics On, Dlite, Rassegna Modula. Inoltre faremo 15 eventi gratuiti dedicati agli amici ed ai collaboratori che ci hanno accompagnato in questi anni.<br />
<strong>GOA (VIA LIBETTA, 13), 30/9, ORE 23.00, INFO: 06/5748277</strong></p>
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		<title>Caffè letterario, una nuova stagione di eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 10:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;autunno torna a far parlare di sé uno degli spazi culturali più
famosi della capitale, Il caffè letterario. Riapre la Biblioteca comunale, la libreria e riprendono gli appuntamenti con le mostre d’arte e design, gli eventi editoriali, presentazione di libri, i dibattiti, i live musicali e gli aperitivi. Durante la settimana si alterneranno nella fase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;autunno torna a far parlare di sé uno degli spazi culturali più<br />
famosi della capitale, Il caffè letterario. Riapre la Biblioteca comunale, la libreria e riprendono gli appuntamenti con le mostre d’arte e design, gli eventi editoriali, presentazione di libri, i dibattiti, i live musicali e gli aperitivi. Durante la settimana si alterneranno nella fase serale, le esibizioni degli allievi di varie scuole di musica, spettacoli d’intrattenimento d’arte varia, aperitivi bio e di scambio culturali, degustazioni e percorsi enogastronomici a cura di note case vinicole e corsi di degustazione del caffè e di suoi abbinamenti.A grande richiesta torna anche il mercatino del vintage, l’appuntamento nel XI Municipio che ogni ultima domenica del mese dalle 11.30 di mattina, attira appassionati e curiosi da Roma e non solo. Le novità: con la nuova stagione più spazio alla musica e ai giovani talenti con il KantaCaffè, un vero e proprio show musicale che ogni Giovedì sera a partire dal 7 ottobre unirà dilettanti e professionisti sul palco del Caffè, in attesa del nuovo talento 2011. Ogni ultima domenica del mese assieme al Mercatino del Vintage ci sarà il SundayBrunch del Cuoco Met. Chiude il cerchio delle novità il grande Apertivo della domenica sera &#8220;LoveLight&#8221;, un appuntamento dedicato a chi ha voglia di ritrovarsi con amici e conoscenti o fare nuovi incontri in un&#8217;atmosfera lounge unica nel suo genere. Il Caffè Letterario di Roma è un contenitore di idee, di incontri e di creatività.<br />
<strong>CAFFE&#8217; LETTERARIO (VIA OSTIENSE, 95), 26/9, ORE 11.30</strong></p>
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