Luxuria a Vitadolce.it: “Questa è la mia vita”
TIZIANO RICCARDI
Quarantasei anni, domani. Auguri. Ma se si guarda indietro, quella di Vladimir Luxuria non è stata certo una vita semplice. Anzi. Arrivata a Roma poco più che ventenne, nell’arco di venticinque anni è ora una delle figure più importanti del nostro paese. Impegnata in prima linea nei diritti dei gay, è stata anche parlamentare e donna di spettacolo. Donna lo è diventata dopo un’operazione, ma questo lo si sapeva già. Non si è mai adagiata, ha sempre cercato nuove sfide. L’ultima, si chiama “Eldorado” (Edizioni Bompiani – 320 pagine, 18 euro), un romanzo sui tanti luoghi dell’omofobia di ieri e di oggi, dall’olocausto degli omosessuali alle minacce al circolo “Mario Mieli” di Roma di poco tempo fa. Domani, invece, sarà ospite al Gay Village, dove festeggerà il suo compleanno.
Se ti volti e pensi a tutti questi anni, cosa ti viene in mente?
“Una foto in bianconero di una mamma giovanissima, che tiene in braccio me piccolissima appena nata. Accanto a lei, Antonio, mio papà, autotrasportare, uno che ha lavorato tantissimo nella sua vita. Fin da quando era giovane. E la cosa più assurda sai qual è?
No, quale?
“La pensione che avrebbe guadagnato dopo anni di sudore e sacrifici: meno di seicento euro al mese. A quel punto, mi sono detta veramente felice di non poter beneficiare del contributo parlamentare. Sarebbe stato ingiusto nei suoi confronti. Ora riesco a guardarlo senza vergogna. Di questo mi sarei potuto vergognare. Non della mia sessualità”.
Quale fu la reazione dei genitori quando vennero a sapere della tua natura sessuale?
“Loro, soprattutto la madre, lo sanno sempre. Magari fanno finta di non saperlo, lo negano a loro stessi, ma è impossibile che non si venga a capire. A volte il coming out in famiglia è una conferma, non una novità. E poi, io non sono solo un gay, sono un trans. Certi modi di fare, certe abitudini tendenti al femminile sono più evidenti. Certo, non la presero bene. C’è stato un lavoro di reciproco avvicinamento, ma oggi abbiamo un rapporto sereno”.
Arrivasti a Roma giovanissima, da una provincia pugliere. Quanto è stato difficile emergere in una realtà così grande?
“Mi sono data da fare. Non sono la fighetta di turno, che va da un letto ad un altro del potente di turno per avere privilegi. Ho usato il cervello e il cuore per venire fuori”.
La cosa più bella che pensi di aver fatto in questi anni?
“Un regalo ai miei genitori: un viaggio a Parigi nel momento più delicato del loro rapporto. Dopo quei giorni insieme, tornarono a passeggiare mano nella mano”.
Un altro politico, Nichi Vendola, non ha mai nascosto la sua natura omosessuale. Dalla sinistra è visto come l’uomo del futuro. Forse qualcosa sta cambiando davvero?
“E’ vero, la gente non se lo pone più il problema della sua sessualità. E’ valutato in base alle sue idee politiche. Ma pensiamo pure a Renato Zero: ha sempre fatto dell’ambiguità il suo cavallo di battaglia. Eppure, è amatissimo. Il mio percorso è abbastanza simile al suo”.
Nei prossimi mesi dove ti vedremo?
“A parte una parentesi di ferie a Los Angeles, andrò in giro a promuovere Eldorado, il mio nuovo romanzo”.
GAY VILLAGE (PARCO DEL NINFEO, VIA DELLE TRE FONTANE), 24/6, ORE 21, INGRESSO: 15 EURO (GRATUITO DALLE 20 ALLE 21)
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