E all’Angelo, Roma è finalmente libera
“Roma Libera” inizia il 19 luglio del ’43 (nella mattina del bombardamento di S. Lorenzo) e si conclude il 5 giugno del 1944 con la parata degli alleati liberatori. Lo spettacolo racconta, tra filmati d’epoca, canzoni originali composte per l’occasione e scene di “normalità” quotidiana, la vita di tanti vicoli e piazzette di Roma nei nove mesi di occupazione nazifascista della città. In rapida successione scorrono le memorie della tragedia, nascoste inizialmente dai lustrini di un varietà frequentato da romani alla ricerca del divertimento prima dell’oscuramento. La guerra che doveva essere lampo e va avanti da tre anni provocando fame e la ricerca disperata di cibo (razionato fino a 100 grammi di pane al giorno) anche al mercato della borsa nera (in zona Tor di Nona); la disperazione della città che sentiva, malgrado tutto, la guerra lontano dalla città “santa e intoccabile” ferità al cuore dal bombardamento di San Lorenzo; gli sfollati in cerca di un riparo, una casa, la pace; i giorni della festa e della speranza di una guerra conclusa con la caduta di Mussolini del 25 luglio e con l’annuncio dell’Armistizio dell’8 settembre; la resistenza di Porta S. Paolo, della Montagnola, e la partecipazione popolare (ingenua e spontanea) a fianco dei soldati che resistono ai tedeschi; l’inganno di Roma città aperta occupata dai nazisti con l’appoggio fascista; il rastrellamento del ghetto e le persecuzioni degli ebrei, i rastrellamenti in tutta la città per costringere giovani al lavoro coatto; la scelta di Salò per “rispettare una parola data”; il terrore delle sirene e dei bombardamenti (oltre 50). I ricordi scorrono accompagnati da musiche, immagini e canzoni: le azioni di un gruppo di gappisti; gli assalti ai forni delle donne romane per sfamare i propri figli; il sogno di un ragazzino che, dopo aver “rubato” un sacco di farina da un camion tedesco vorrebbe offrire fettuccine a tutta Roma; la voglia di andare in bicicletta verso il mare in una città nuovamente colorata che sottolinea l’amore “pulito, ingenuo e appena accennato” tra due dei protagonisti della Resistenza romana; Via Rasella; i chiodi a quattro punte; l’ascolto di radio Londra; la mancata insurrezione e gli episodi di resistenza quotidiana; un prete che, prima di essere torturato e fucilato, compone una ninna nanna e scrive al ragazzino delle fettuccine; un cantante, divo della radio, che dopo aver rivelato ad una povera cameriera “ariana”di essere ebreo è aiutato dalla stessa a nascondersi (come tanti altri romani) in una cantina nella quale già ci sono due Soldati, un americano e una famiglia di ebrei. Infine, la gioia incontenibile per l’arrivo degli alleati angloamericani e per la ritrovata libertà.
TEATRO DELL’ANGELO (VIA SIMONE DE SAINT BON, 10), 4/6, ORE 21, BIGLIETTO UNICO: 10 EURO
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